giovedì 8 febbraio 2018

THE CLOVERFIELD PARADOX - La Sorpresa (no spoiler)


E chi se lo aspettava che il signor Netflix se ne uscisse di soppiatto con il terzo capitolo della saga di "Cloverfield" ideata dal buon vecchio J. J. Abrams e iniziata 10 anni fa, nel lontano 2008. Durante l'ultimo Superbowl, infatti, è stato trasmesso il trailer di "The Cloverfield Paradox" che si è dimostrato essere il diretto sequel del film dello scorso decennio, che come sappiamo ha già avuto un'estensione della storia con "10 Cloverfield Lane" uscito nel 2016.

In molti abbiamo amato Cloverfield, catturati dall'evolversi delle circostanze conseguenti all'improvvisa invasione della gigantesca creatura. Ed il fatto che allora non ci venne spiegato nulla a riguardo, a parte il poter intuire qualcosa dagli ultimi secondi in cui vediamo cadere nell'oceano quello che si pensava fosse un satellite, di certo non vedevamo l'ora di veder arrivare sullo schermo delle risposte. Questo nuovo capitolo da le risposte che cercavamo? Sì, ma non tutte. Però procediamo con ordine.

La teoria che maggiormente venne accolta vuole che quell'oggetto che alla fine del film si vede cadere nell'oceano, abbia in qualche modo risvegliato il gigante crostaceo, dalla community bonariamente denominata "Clover", che per secoli e secoli ha dormito sul fondo. J. J. Abrams non si è per niente sbilanciato nel darci qualche informazione, se non che il mostro a detta sua è un "enorme bambinone", un "cucciolo (alla faccia) impaurito". Quindi le sue origini fino ad ora erano ancora un mistero.


Nemmeno il successivo 10 Cloverfield Lane ci ha fornito delle risposte. Anzi, come ho già detto sopra, si è dimostrato essere un'espansione dell'universo di Cloverfield. Precisamente una storia parallela che dovrebbe svolgersi in concomitanza dell'attacco del mostro a New York. Ma emergono degli elementi in più, per ciò considerato un "consanguineo" del primo. Dal momento che l'80% del film è ambientato in un bunker e che vede l'interazione tra soli 3 soggetti per tutta la durata, non possiamo che cogliere degli "indizi" negli ultimi venti minuti quando Michelle (interpretata da Mary Elizabeth Winstead) riesce ad uscire dal bunker costruito da Howard Stambler (interpretato da John Goodman), venendo braccata da una creatura aliena, e negli ultimi momenti quando dirigendosi verso Houston nel cielo si vedono delle navi extraterresti.

Da qui capiamo che si tratta effettivamente di un puro attacco alieno, ma la cosa strana è che se è vero che la storia è parallela a quella del primo film, in quest'ultimo non viene fatta alcuna menzione dell'invasione da parte delle autorità. Ma c'è un altro elemento che fa da filo conduttore con il primo film: Howard Stambler si scopre essere un dipendente della "Tagruato", la società fittizia che ritroviamo nel predecessore e per la quale di lì a poco Robert Hawkins (interpretato da Michael Stahl-David) avrebbe iniziato a lavorare in Giappone. Da questa vicenda, questa saga ha creato un universo a sé stato che prende il nome di "Cloververse".


Arriviamo dunque all'inaspettato The Cloverfield Paradox, che solo dal trailer ha creato tantissimo hype esordendo con "10 anni fa è comparsa una minaccia, oggi sappiamo perché". E personalmente non vedevo l'ora di scoprirlo, ma non so quanto avrei aspettato. Tuttavia Netflix si è preso, in senso buono, gioco di noi e già 2 ore dopo il lancio del trailer il film era sulla piattaforma.

E dunque, com'è questo The Cloverfield Paradox? Tanto per cominciare mantiene quella relativa lentezza peculiare anche negli altri due film. Le risposte arrivano, ma arrivano dopo e bisogna resistere un po'. Certo è che tra le diverse cose che vengono alla luce, finalmente scopriamo a cosa dobbiamo l'appellativo "Cloverfield" che fino adesso, letteralmente "campo di quadrifogli", non voleva dire nulla e non si riusciva a trovare un contesto. Bene, ora finalmente sappiamo a cosa si vuole riferire. Viene in rilievo un aspetto molto interessante da un punto di vista fisico-scientifico che si rifà alla cosiddetta "teoria del multiverso" che è, diciamo, l'elemento centrale del film e che è in grado di darci delle risposte in merito alle vicende del primo e del secondo film. Ma non tocca a me spiegare come e quando il tutto è accaduto, toccherà guardarvi il film.

Tuttavia a parte il concetto "cloverfield" del film, viene da chiedersi se effettivamente sia un bel film. I primi due non erano malaccio, sia dal punto di vista tecnico che sinottico. Il terzo invece? A mio parere, ni. Forse un po' troppo considerevoli i buchi di sceneggiatura dal momento che il film spiega, anche se rimangono dei punti vaghi, in modo elastico gli eventi dei precedenti ma tutto ciò che è circostante alle circostanze non vengono in alcun modo esplicate. Effetti speciali utilizzati bene, a parte la sequenza finale in cui la CGI è veramente un pugno nell'occhio. Mi sono piaciute molto Gugu Mbatha-Raw nel ruolo di Hamilton ed Elizabeth Debicki in quello di Jensen. Ma il film di per sé devo dire che mi è piaciuto, l'ho riguardato volentieri una seconda volta e penso che lo rifarò ancora.

A quanto ho potuto leggere negli ultimi giorni, è già pronto il quarto capitolo della saga intitolato "Overlord" e la Paramount ha dimostrato di essere intenzionata a distribuirlo nelle sale cinematografiche intorno al 26 ottobre 2018. Non ci resta che attendere. 

In ultimo, mi complimento con Netflix per la sua uscita apprezzata dai fan e in generale dal pubblico. Ci risentiamo tra qualche giorno per la recensione con spoiler.

Voto personale: 4/5


sabato 27 gennaio 2018

THE OPEN HOUSE - Brutto Proprio


Quando Netflix tira fuori un thriller che possa sembrare interessante, io subito mi ci fiondo sperando che possa regalarmi qualcosa di notevole. Poi se il film vede come protagonista Dylan Mennette, alias Clay Jensen di "13 Reasons Why", che in altri titoli simili come ad esempio "Man In The Dark" ha trovato il suo ufficiale trampolino di lancio, allora forse posso ben sperare. E non lo avessi mai fatto. Purtroppo mentre da un lato il caro Netflix ci sa fare davvero tanto con le serie, lo stesso non può dirsi per i lungometraggi dei quali fino adesso se ne salvano giusto 2/3.

"The Open House" magari parte pure bene, ma è l'evolversi della sinossi che cade sempre più nel baratro. Buchi di trama, circostanze non spiegate e non spiegabili, jumpscares random giusto per non farti addormentare. Fondamentalmente è un film che non trasmette niente di niente, soprattutto quando l'assassino (perché di assassino si parla) fa quello che fa senza che il film spieghi il perché, il come e il quando. Assolutamente sconsigliato, e mi dispiace per il povero Dylan che è un attore molto bravo ma sprecato in questi tentativi puramente no sense. Brutto.

Voto personale: 1/5

domenica 3 settembre 2017

DEATH NOTE - Alcuni Aspetti Positivi


Non scrivo questa valutazione per andare controcorrente alla più grande fetta della comunità alla quale il film è piaciuto quanto camminare sui chiodi arrugginiti. Il film "Death Note", distribuito da Netflix, essendo una pellicola basata sull'opera di Tsugami Oba mostra alcuni punti di vista interessanti e che meritano di essere presi in considerazione. Ma prima di fare un'analisi di questi elementi, non posso non mettere in chiaro come la maggior parte delle persone che conoscono bene il fumetto e l'anime si mettano a paragonare il film con l'opera originale. Mi sembra alquanto chiaro che riproporre in un film di 1 ora e 40 minuti un anime di 37 episodi sia impossibile. La sinossi deve essere più spedita, alcune cose devono essere ricreate e adattate al contesto in cui le si vuole far ambientare. Questo io l'ho capito già con altre pellicole basate o ispirate all'opera originale (vedi Silent Hill, vedi Resident Evil, vedi 300), che discostano di parecchio da essa. Ciò tuttavia non vuol dire che, ricreando una storia, essa non possa essere raccontata decentemente. Magari la storia del film di Death Note non è stata raccontata in modo impeccabile, ma a mio parere non è malvagia. Preso come film a sé stante, dimenticando quindi l'anime, vediamo quali secondo me sono gli aspetti positivi.

- Ryuk: Willem Dafoe è Ryuk. A parte la CGI che gli hanno incollato sulla faccia (ne avrebbero potuto fare a meno), l'interpretazione dello Shinigami è spettacolare. Per chi conosce l'anime, noterà subito la fedeltà del demone del film con quello del manga. Stesso modo di porsi, stesso atteggiamento e con una risata che ha un fortissimo impatto. Per chi invece non ha mai visto l'anime, rammenterà un personaggio memorabile.

- L: Keith Stanfield interpreta il famigerato detective in un modo molto particolare e godibile. Le sue abitudini sono fedeli al personaggio del manga: sta chino su sé stesso, mangia dolci ed è trasandato. Per il resto si discosta su altri livelli. Lasciamo perdere il colore della pelle che non importa, le sue reazioni sono più umane e non del tutto fredde e fiacche. L'aspetto estetico è molto caratteristico, gli abiti neri che indossa per 3/4 del film, cappuccio e maglietta con collo alto per coprire il viso lo rendono affascinante.

- Le reazioni: i protagonisti per antonomasia (L e Light) non sono calmi, freddi e seri. Hanno una personalità più comune e vicina all'essere umano. Hanno paura, si arrabbiano, perdono la calma. Questo fa sì che li vediamo molto più vicini a noi anziché come modelli verso i quali tutti quanti noi nutriamo un desiderio di essere come loro: arguti, pacati e ammalianti.

- Le morti: a mio avviso realizzate bene, dalla prima decapitazione all'ultima architettata di Light. Gli effetti speciali utilizzati a dovere.

- La sinossi: molto diversa dall'originale. Alcuni ruoli si invertono, le cose vanno differentemente, molte sequenze vengono ricreate e riadattate. Questo però non inficia il racconto della storia che può piacere e non piacere. Io l'ho trovata gradevole e non banale. Visto il finale, mi aspetto qualche tocco in più nel sequel.

- La colonna sonora: sappiamo che la colonna sonora è molto importante in un film. In tal caso le scelte delle tracce le considero molto buone (mi sono innamorato di "Reckless" ad inizio film, di "The Power Of Love" alla fine e trovo adattissima anche "Take My Breath Away" al ballo della scuola). A mio parere stanno benissimo.

- Il finale: inizialmente quest'ultimo non lo avevo capito. Riguardandolo una seconda volta (sì, ho visto il film 2 volte) forse sono riuscito a fare 2 + 2, ma non voglio spoilerare. La risata di Ryuk che chiude tutto è un bel tocco. Ad ogni modo lascia aperta la strada per un sequel, e sono uno di quei pochi che lo attendono per vedere come le cose si evolveranno.

E dunque questi sono i motivi per cui Death Note non lo reputo un brutto film. Presente qualche buco di sceneggiatura e qualche elemento che non mi è piaciuto per niente (forse ne parlerò in un prossimo articolo), ma per il resto me lo aspettavo molto peggio.
Voto personale: 3/5

mercoledì 8 marzo 2017

SUITS - La Bella Legge


Finita ieri la quinta stagione e sono in attesa della sesta. Un legal drama che mi ha preso subito dall'episodio pilota e che nel finale di stagione si è meritata una valutazione di 5 stelle. Innanzitutto è una serie che mi riguarda da vicino essendo studente di giurisprudenza e, cercando qualcosa di adatto a me, devo dire che non mi ha deluso neanche un po'. Sarà banale da dire ma è una serie che in questi giorni mi ha spronato anche con i miei studi. Caratterizzata da un peculiare climax che mi ha toccato in ogni puntata e che mi invogliava ad andare fino in fondo per scoprire come Harvey riusciva a risolvere il caso, scoprire come l'ascesa di Mike poteva essere troncata da un momento all'altro. Il tutto contornato da una piccola ma presente atmosfera ansiogena. Un plauso particolare va a Rick Hoffman (interprete di Louis Litt) che anche se il suo personaggio appare come il rompi scatole di turno, in realtà con il suo faccione e con il suo atteggiamento è riuscito a farmici affezionare e a strapparmi anche diversi sorrisi! Un altro motivo per continuare a guardare Suits? La segretaria di Harvey: Donna! Interpretata dalla bravissima e bellissima Sarah Rafferty.
Vediamo come si evolverà il tutto con l'uscita della sesta stagione, e spero che la mia valutazione continui ad essere tale!
Valutazione personale: 5/5.


giovedì 2 marzo 2017

UNA SERIE DI SFORTUNATI EVENTI - Un Fausto Inizio


Dopo poco tempo dall'uscita si è creata subito una divisione tra utenti che preferiscono il film e chi invece sta adorando la serie. Per quanto riguarda la mia posizione, avendo visto innumerevoli volte il film e avendo concluso da poco la prima stagione della serie, dico fin da subito che reputo quest'ultima un gioiellino per diversi aspetti superiore rispetto alla pellicola. Innanzitutto voglio fare un plauso a Neil Patrick Harris per l'interpretazione del conte Olaf. Secondo me è riuscito ad eguagliare la recitazione di Jim Carrey nei suddetti panni, regalandoci bei sorrisi e non solo, anche momenti in cui lo si odia. Un nota di merito va anche e soprattutto a Malina Weissman e Louis Hynes, rispettivamente Violet e Klaus Baudelaire, a me ignoti ma che si sono rivelati essere all'altezza della situazione. Un favoloso Patrick Warburton nei panni di Lemony Snicket che riappare di tanto in tanto nel corso delle puntate per narrare la storia. La serie si alterna magnificamente tra momenti in cui ti scoppia una risata e momenti in cui sopravviene tristezza, incastrando molto bene anche notevoli colpi di scena. Avendo già visto il film determinate circostanze sapevo già come sarebbero andate a finire, tuttavia lo stesso non posso dire delle ultime due puntate di stagione che hanno aperto un nuovo sipario e già volevo sapere come sarebbe andato a finire. Il finale è stato da brividi e non vedo l'ora che esca la seconda stagione. Ecco perché ho voluto denominare questa mia riflessione "Un Fausto Inizio", al contrario del titolo delle prime due puntate "Un Infausto Inizio", proprio per risaltare il mio entusiasmo per la visione. Che la seconda stagione arrivi presto!
Voto personale: 5/5 

lunedì 20 febbraio 2017

LA FESTA DELLE FIDANZATE - No sense (?)


Bob Odenkirk è il protagonista di questo film originale Netflix che non ho ben capito dove voglia andare a parare. Dalla premessa in evidenza sembrava molto interessante, mi ha dato l'idea di essere un film capace di farmi passare un'oretta in tutta spensieratezza. Tuttavia, a parte qualche battutina strappa sorriso del caro Bob e del suo simpatico faccione al quale sono affezionato, ho trascorso un'ora e dieci nella più totale noia tra buchi di sceneggiatura e situazioni talmente surreali da farti chiedere in continuazione "perché?!". La pellicola mi è parsa un grande NO SENSE, non so se a voi ha fatto lo stesso effetto. Visto la breve durata, 70 minuti, sicuramente ci saranno state un bel po' di scene tagliate rendendo il film un enorme what the fuck?
Mi dispiace molto, soprattutto per l'attore che tutti conosciamo come Saul in Breaking Bad e Better Call Saul, ma questa pellicola per me è un passo falso.
Valutazione personale: 2/5

sabato 18 febbraio 2017

GRILLO VS GRILLO - Il Primo Speciale Comico Italiano di Netflix


Lo show "Grillo VS Grillo" si spera sia il punto di partenza di una nuova categoria nel catalogo italiano di Netflix: lo stand-up comedy nostrano. Infatti lo speciale comico in oggetto è il primo ad approdare nel catalogo della piattaforma, e auspico non sia l'ultimo. Difatti c'è una grossa carenza di spettacoli di comici italiani nel nostro servizio di streaming preferito, che ha voluto così porre rimedio. Nello show in oggetto Grillo ci mostra la capacità di ridere di sé stesso, e non soltanto facendo riferimento al suo movimento politico, ma prendendo di mira quelle che sono state le tappe della sua vita: quando era bambino, quando ha iniziato a fare sketch comici sui palchi, i suoi primi viaggi di lavoro nonché la sua vita privata. Naturalmente non mancano i riferimenti al partito a cui ha dato vita insieme all'imprenditore Gianroberto Casaleggio. Un'ora e mezza di battute e di autoironia che vi faranno divertire senza dubbio, alla stregua dei suoi show alla Rai.
Valutazione personale: 4/5.

domenica 29 gennaio 2017

WRONG TURN - Brutta trasposizione di una leggenda


In molti conosciamo la leggenda del serial killer conosciuto con il nome di Sawney Bean. Il film in questione, alla stregua de "Le Colline Hanno Gli Occhi", vuole essere un riadattamento cinematografico del mito e che ha raccolto più dati negativi che positivi. Tuttavia voglio spezzare una lancia a favore del concept art con cui sono stati realizzati i mutanti che nel film danno la caccia ai malcapitati. Non sono realizzati male, anzi se me li trovassi davanti probabilmente non ci penserei un attimo a darmi alla fuga istantanea. Si comprende bene che per il loro sviluppo si è presa visione di persone realmente contaminate dall'incidente di Chernobyl visto l'inserimento di foto ritraenti questi ultimi nei titoli di testa. Buona anche la realizzazione delle scene violente e gore. Ma ciò che fa di questo film uno sgraziato tentativo di horror è la scelta del regista di inserirci situazioni molto leggere decorate da battutine a volte anche a sfondo sessuale nonché anche da circostanze molto ma molto scontate. Il film tenterà in alcune scene di fare leva sull'ansia ma tale tentativo non riuscirà dal momento che, come ripeto, si tratta di comuni situazioni presenti nella maggior parte dei film horror pertanto saprete già come andrà a finire anche dai primi minuti del film. Non mancheranno frazioni di jumpscare ma sono veramente poche per poterle prendere sul serio in considerazione. Del resto un'oretta e mezza spensierata la si passa con piacere sul divano a gustarsi una buona cioccolata calda. Mi sento di premiare il concept dei mutanti pertanto non darò un giudizio prettamente negativo.
Voto personale: 3/5.

sabato 28 gennaio 2017

iBOY - Non proprio un film per ragazzini


Dalla lettura della descrizione questo originale Netflix mostrava la premessa di essere un film destinato a un pubblico giovane, ma mi sono ricreduto. Ormai sappiamo tutti che gli smartphone sono diventati una componente necessaria e integrante della nostra vita, e di tale proiezione il film "iBoy" può essere visto come una rappresentazione dal concept forse un po' estremo ma molto fantasioso e originale. Il protagonista, Tom, dopo essere stato colpito alla testa da un proiettile ottiene la facoltà di poter controllare gli smartphone altrui, un privilegio che di certo tutti vorremmo. Da questa prefazione può sembrare si tratti di una pellicola leggera ma in realtà offre una sinossi dai toni cupi e drammatici. Non è proprio un film per ragazzini data la presenza di stupri, volgarità, spaccio di droga e una sentita dose di violenza. Il primattore assumerà la veste di punitore incappucciato, di un eroe se vogliamo dirla tutta dal momento che userà la sua grazia per, citando il protagonista stesso, "compiere qualcosa di buono". Il tutto reso godibile da un buon uso degli effetti speciali. Peccato tuttavia per il finale a mio parere alquanto comune e scontato, ma nel complesso l'ho trovato un bel film data la circostanza che mi ha proposto qualcosa di diverso da quello che mi aspettavo.
Voto personale: 4/5.

mercoledì 25 gennaio 2017

BETTER CALL SAUL - Inaspettate Vesti


Finite di vedere le prime due stagioni della serie spin-off di Breaking Bad. Dal titolo si comprende bene che in questa sede il protagonista principale è l'avvocato Saul Goodman, legale di Walter e Jesse. Bisogna precisare subito che la serie nasce come prequel di Breaking Bad, quindi tutte le vicissitudini accadono qualche anno prima dell'ascesa di Walter White nel mondo della droga. Infatti vediamo ricomparire alcuni personaggi tra cui Mike Ehrmantraut e Hector Salamanca in tutt'altre vesti inaspettate, soprattutto quest'ultimo. Ma la serie non si focalizza solo su Saul, del quale sapremo di più sulla sua vita precedente quando utilizzava il suo vero nome, bensì anche su Mike il quale personaggio viene più approfondito specialmente dal lato della sua vita privata. La serie l'ho trovata molto coinvolgente, e sarà sicuramente lo stesso per chi ha amato Breaking Bad, ma rispetto a quest'ultima si differenzia molto. Viene in particolar modo in rilievo il carattere legal, solo dopo attorniato dal susseguirsi di una serie di circostanze che si ricollegano in Breaking Bad. Presente una buona vena comica grazie alla loquacità del protagonista e ovviamente Bob Odenkirk si rivela essere perfetto nell'interpretare il personaggio. Penso di attendere con poca pazienza l'uscita della terza stagione per sapere come si evolveranno le cose. Nel frattempo consiglio a tutti la visione, soprattutto a chi è in dubbio sull'iniziarla per paura che rovini il bel ricordo lasciato da Breaking Bad.
Voto personale: 5/5. 

lunedì 23 gennaio 2017

BREAKING BAD - Un Continuo Climax


Sono arrivato un po' tardi nella visione di questa serie che ormai ha segnato la storia. Sicuramente è già stato detto tutto da parte di recensori, critici e da parte dei fan in primo luogo. Pertanto scrivo queste mie riflessioni con l'intento di pungolare chi ancora non l'ha recuperata e chi ancora coltiva dei dubbi sull'iniziarla o meno. Breaking Bad è un continuo climax ascendente, dal primo episodio della prima stagione al finale dell'ultima. Si assiste ad un'incessante evoluzione non solo del protagonista (Walter White), ma di tutti i personaggi primari e di contorno della serie. Le figure a cui vi affezionerete, in determinate occasioni, le odierete e viceversa le figure che inizialmente odierete, man mano che la sinossi va avanti vi ci affezionerete. Si tratta di uno show in cui succede veramente di tutto tanto da lasciarvi a bocca aperta in peculiari sequenze. Per ogni situazione, per ogni frangente ci sarà una conseguenza sulla personalità di ogni carattere, ed è bellissimo vedere come qualsiasi circostanza è strettamente collegata con un'altra successiva o antecedente. Il tutto reso molto efficace da delle maestose riprese e particolari movimenti di telecamera, fino ad arrivare al finale che è praticamente un colpo allo stomaco che ti lascia completamente vuoto.
Voto personale: 5/5.

sabato 21 gennaio 2017

THE REZORT - Zombic Park


Una bella scoperta questo "The Rezort". Film da poco presente nel catalogo di Netflix che merita soprattutto la visione da parte degli appassionati delle pellicole che vedono come protagonisti i famigerati morti che camminano.  In questa proiezione dopo una guerra scatenata da un'epidemia, i nostri zombie vengono relegati in un parco, stanziato in un'isola, all'interno del quale i gitanti vengono preparati ad un solo fine: sfogarsi e divertisti piantando una pallottola in testa agli zombie. Il film prende due pieghe, la prima delle quali è abbastanza ovvia. Logicamente ad un certo punto vi chiederete che gli zombie presenti sull'isola prima o poi dovranno finire, ma è qui che il film vi fornisce la risposta e prende un'altra piega notevole. Fin dai primi minuti verrà stuzzicata la vostra curiosità, vi consiglio vivamente la visione anche per passare un'oretta e mezza in tutta tranquillità anche se in determinati momenti il film vi regalerà bei momenti di suspense in particolar modo negli ultimi 5 minuti. L'unico dato negativo è che il film non spiega come sia scoppiata l'epidemia che ha dato origine a tutto.
Voto personale: 4/5.

mercoledì 11 gennaio 2017

THE GET DOWN - Tra disagio e poesia



Rimasto entusiasta appena conclusa la visione della prima parte composta da 6 episodi. "The Get Down" è una serie originale Netflix che racconta la storia, ambientata negli anni '70, di un gruppo di ragazzi di New York, precisamente residenti nel poco confortevole quartiere del South Bronx. Le loro vicissitudini vengono raccontate con un sottofondo che muove dall'emergente cultura Hip Hop alla disco music tra graffiti, rap e meravigliosi passi di danza. Il tutto accompagnato dalla presenza e dalla menzione delle 3 figure che in quel periodo segnarono il percorso: Dj Kool Herc, GrandMaster Flash e Afrika Bambaataa. La storia è raccontata a regola d'arte, presente una fotografia eccellente e ogni episodio si apre con un'introduzione spettacolare a colpi di rime. Nulla più da aggiungere, se siete appassionati della cultura Hip Hop non potete perdere la visione da questa serie che promette di essere un capolavoro!
Voto personale: 5/5.

domenica 1 gennaio 2017

7 AÑOS - Poi la tensione crebbe


Originale Netflix strutturato sul modello de "Le Iene" di Tarantino, senza il carattere della violenza. Il film infatti è un proliferare di parole, in cui 4 soci di un'azienda colpevoli di aver commesso un crimine (non viene specificato ma probabilmente si tratta di riciclaggio), sono pronti a puntarsi il dito contro per vedere a chi addossare la colpa e salvare l'azienda. I soci fin dall'inizio erano molto amici, ma capirete bene che dopo quanto accadrà nel film i loro rapporti non saranno più gli stessi. Non faccio spoiler, vi dico solo che se volete sapere come le cose si evolveranno...guardatelo! La tensione sale sempre di più, un notevole climax ascendente meritevole di attenzione. E bravo Netflix!
Valutazione personale: 4/5

venerdì 30 dicembre 2016

CREEP - Ed è subito ansia


Direttamente dal catalogo Netflix ho recuperato questa pellicola che deve assolutamente essere inserita nella vostra lista. Girato in stile mockumentary, il film Creep fa la sua bella figura trasmettendovi ansia dal primo minuto alla sequela finale. Vi sottolineo già che, a differenza della maggior parte dei film del genere, non ha nulla a che vedere con mostri, zombie o fantasmi. I soggetti coinvolti sono solo due e si tratta di persone della vita di tutti i giorni. Il vero protagonista del film però non è che chi sta dietro la videocamera, ma il soggetto che viene da essa ripreso. A primo impatto vi darà l'impressione di essere un uomo comune, anzi ci racconterà una triste storia ma ad un certo punto le cose cambieranno. Sembrerà a voi di essere dietro la telecamera e di subire voi tutto ciò che quest'uomo farà, e forse mi darete ragione dal momento che ho detto "persone della vita di tutti i giorni". Piccolo consiglio per la visione: guardatelo da soli, luce spenta e volume alto ma non troppo. Nient'altro da aggiungere ad eccezion fatta di: GUARDATELO!
Valutazione personale: 4/5. 

THE OUIJA EXPERIMENT - Era partito così bene



Film che prende l'eredità lasciata da Paranormal Activity ed ESP. Puntualizzo subito che l'ho apprezzato durante la prima metà nella quale l'atmosfera ansiogena fa da padrona. Essendo girata in stile mockumentary, la pellicola troverà terreno fertile per farvi trasportare all'interno di essa e darvi la sensazione di essere lì in mezzo ai protagonisti. Ma a partire dalla seconda metà, ahimè, il film cade in una banalità assurda trasformandosi in un piccolo dramma di un minestrone riscaldato più e più volte. L'aria che si respirava nella prima metà sparisce completamente lasciando esclusivamente spazio a nulla più che un drammatico thriller.
Un punto interrogativo lo lascia il finale (non l'ho proprio capito, spero in voi), ragion per cui mi ritrovo con l'amaro in bocca. Lo stile mockumentary è l'unico motivo per cui ho continuato a vederlo fino alla fine.
Personalmente non mi sforzo di vedere minimamente il sequel (sì, perché c'è anche quello). Guardatelo se siete incuriositi o appassionati del genere, altrimenti buttereste un'ora e mezza nel vuoto per un film che non lascia nulla, se non un paio di jumpscare.
Valutazione personale: 2/5.

giovedì 29 dicembre 2016

MERCY - Buoni antagonisti, ma non troppo


Prima di cliccare play ero indeciso se meritava o meno la visione dal momento che aveva una valutazione di una stella e mezza, ma ho deciso di rischiare e ho spinto il pulsante. Mercy è un originale Netflix che dall'anteprima e dai primi minuti potrebbe trarre in inganno considerato che fa supporre si tratti di un riciclato slasher movie o un action thriller con dei ladri che tengono braccata una famiglia in casa. Ebbe non è nessuna delle ipotesi sopra citate. Il film si divide in due sequenze. Partendo dall'inizio forse vi farete un'idea precisa di dove il film vuole andare a parare, ma dalla seconda sequenza si prende una svolta a sorpresa cambiando totalmente sinossi e facendovi vedere le cose da un altro punto di vista, in modo tale così da mettervi nelle condizioni di capire che l'associazione antagonista-cattivo in questo film subisce una deroga. Vedetelo se non l'avete già fatto!
Devo dire che a me è piaciuto, magari scorre un po' lentamente ma il gioco vale la candela.
Valutazione personale: 3/5.

THE CAVE - Il cinguettio del diavolo


The Cave, in Italia noto come "Il Nascondiglio del Diavolo", è un film che usa lo stesso espediente di The Descent ma che non ha la stessa fortuna. C'è innanzitutto da dire che la pecca non sono le creature, anzi sono state realizzate molto bene e la CGI si nota pochissimo se non per nulla in diversi momenti. Però le scene d'azione...quando queste attaccano per poco non si sbocca, non si focalizza nulla! Le sequenze sono troppo veloci, confuse e non riesci bene a mettere a fuoco quello che diamine sta succedendo.
Tali creature emettono degli spaventosi versi (com'è giusto che ogni bestia faccia), e per orientarsi hanno un sistema di ecolocalizzazione come i pipistrelli. Tuttavia per una questione di coerenza non puoi farli ruggire furiosamente e al contempo "cinguettare" per orientarsi, a me questa cosa ha fatto sorridere anziché inquietarmi. Sono mostri per la miseria, non uccelli, piuttosto fa in modo che si muovano e caccino tramite ultrasuoni non udibili all'orecchio umano.
Le bestie rilasciano un parassita che attacca il sistema nervoso delle persone facendole mutare. Nulla che non abbiamo già visto, ma il problema è che non si sa il come e il perché. Sul sopracitato parassita vengono riferite diverse informazioni sulle sue condizioni di sopravvivenza, ciò nonostante nel finale non viene spiegato il perché, non viene spiegato il come, non viene spiegato il quando tutte le informazioni acquisite vengono buttate nella nettezza cambiando completamente prospettiva. Questi e tanti altri punti interrogativi a cui ovviamente non c'è una risposta.
Il film nel complesso non dispiace ed è in grado di farti trascorrere un'oretta e mezza in tutta tranquillità. Va premiato il concept delle bestiacce protagoniste del film, devo dire niente male.
CONSIGLIATO se cercate un alibi per rilassarvi. Valutazione personale: 3/5

mercoledì 28 dicembre 2016

LUKE CAGE - Il fascino non è dei pugni



Diversi commenti negativi ho letto su questa serie targata Marvel Studios, a differenza di Daredevil e Jessica Jones. Ma quando l'ho conclusa, personalmente a me ha fatto l'effetto contrario. Un paio di considerazioni imparziali tuttavia bisogna riconoscerle: c'è poca azione visti i poteri di Luke e la sinossi ha il passo decisamente lento (a mio parere però è stata molto più lenta Jessica Jones). A conclusione della serie però bisogna porsi delle domande: in Luke Cage è su questo che bisogna concentrarsi? Secondo me no, dal momento che mi hanno coinvolto molto le situazioni e l'atmosfera che attorniavano il personaggio e che andavano oltre l'agire violento con pugni e calci.
Bellissima la colonna sonora, bellissimo ciò che si può vedere e imparare della cultura afroamericana, bellissime le attinenze alla cultura Hip-Hop tempestata (oltre che dalla colonna sonora) da un'idolatria a Notorious B.I.G. e da un inaspettato cameo di Method Man (membro del collettivo Wu-Tang Clan), nonché importantissimo il fatto che la serie ti renda presente come il pregiudizio nei confronti delle persone di colore sia ancora forte.
I notevoli risvolti della serie mi facevano venire voglia di sapere sempre di più e molto apprezzabili gli abbondanti riferimenti a Daredevil.
Personalmente non vedo l'ora che esca la seconda stagione.
CONSIGLIATO. Valutazione personale: 4/5.

SPECTRAL - Scienza o Paranormale


Ringrazio Netflix per questo originale, a mio parere, meritevole di attenzione. Action fantascientifico ambientato in un futuro non troppo lontano dove l'esercito degli Stati Uniti, impegnato in un conflitto in Moldavia, si trova al contempo a fronteggiare delle entità apparentemente similari a dei fantasmi come ci porta a credere il titolo. Uno dei pochissimi film in cui tutto viene spiegato e non lascia quesiti irrisolti. Gli esseri in questione sono realizzati molto bene, presente una grandiosa e chiara componente action nel momento in cui attaccano. Non grido al "capolavoro" ma merita la visione. Sono certo che rimarrete catturati dalla sinossi dal momento che come vi porrete una domanda, il film vi fornirà la risposta.
CONSIGLIATO. Valutazione personale: 4/5.